Lo stabilimento Honda

Honda Italia esce da Confindustria

nicola manzi1“La Honda, dopo le nostre polemiche sui ritardi delle forniture provenienti dai paesi asiatici, nel corso dell’incontro di oggi con le OO.SS. e la RSU, ha esposto le contromisure che adotterà a partire dalla concreta possibilità di un forte rilancio di produzione della componentistica sul territorio. La direzione aziendale conferma l’arrivo di due nuovi motocicli nel marzo 2015 per i quali la regione Abruzzo ha stanziato 1,14 milioni di euro e altri due modelli per l’inizio del 2016, oltre a tutti gli investimenti e gli impegni occupazionali e produttivi assunti presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Ma sullo stabilimento dopo lo tsunami della crisi e i ritardi delle forniture dall’Asia, arriva anche la mano della giustizia.” Lo rivela Nicola Manzi (foto a sinistra) Segretario UILM Chieti-Pescara.

“Alle indiscrezioni circa vicende giudiziarie che riguarderebbero il loro ex amministratore, la direzione aziendale Honda si è così espressa: “possiamo solo dire che la notizia in vostro possesso circa una causa nei confronti di Silvio Di Lorenzo è vera”. Incalzata dai sindacati, ha aggiunto che “l’azione è nei suoi confronti, per il periodo in cui era amministratore in Honda, e di altri soggetti, per forniture da lui commissionate, che si ritengono essere state per Honda fonte di consistenti danni”. Trincerandosi dietro il “no comment”, la Honda non ha fornito ulteriori dettagli sulla natura delle azioni e l’ammontare dei danni. A fine riunione, con nostro rammarico, la Honda ha anche annunciato l’uscita da Confindustria, perché non si riconosce nelle recenti politiche dell’Associazione. Alla proprietà della Honda Italia chiediamo di continuare a dare fiducia a tutti i dipendenti dello stabilimento di Atessa e del territorio, e ci auguriamo che abbia adottato azioni concrete anche a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie, che non possono pagare per eventuali comportamenti anomali del singolo.”