Al fianco dei primi cittadini presenti oggi a Lanciano, che rappresentavano gli altri dello stesso schieramento del chietino, Leo Marongiu, segretario cittadino del PD.
Si inizia e si carica da subito. “Il rinvio è stato richiesto dal presidente Chiodi perché in discussione c’è la legge di riforma degli enti territoriali. Quando lui si occupa delle nostre zone – dice Di Giuseppe – lo fa sempre per penalizzarci. Noi ci eravamo mobilitati per approvre il piano d’ambito perché avrebbe consentito, con la nuova tariffazione, a procedere con investimenti adeguati per rendere efficace la gestione pubblica dell’acqua nel territorio. L’obiettivo della destra abruzzese, invece, è di favorire il privato. D’altro canto, si segue sempre la stessa strategia, come quella messa in atto per la sanità o per la scuola. E sotto gli occhi di tutti la scomparsa di servizi importanti nelle zone interne. Non si affrontano i problemi, non veniamo consultati e la realtà ci dice che questa mattina, a causa di problemi agli impianti di depurazione, la Guardia Forestale è stata alla Sasi per segnalarli”.
Ne ha da dire anche il sindaco di San Salvo, Marchese. “Ritengo la scelta di far saltare la seduta di oggi possa definirsi un intervento a gamba tesa del presidente della Regione nei confronti dei sindaci di questa regione e dei cittadini che essi rappresentano. Lo ha già fatto per la riforma sanitaria, e lo fa adesso per la gestione dell’acqua. Se non si convoca entro il 31 marzo prossimo – sottolinea Marchese -, non avremo tempo per tenere un’assemblea perché l’Ato non ci sarà più. E dire che eravamo arrivati, attraverso il confronto con il commissario Caputi, a individuare delle priorità, tenendo contro anche delle diversità del sistema, proprio per migliorarlo. Noi paghiamo la tafiffa più bassa della Regione e, per questo, avremmo desiderato rivederla per procedere all’ammordernamento della rete, laddove ce ne fosse stato bisogno. L’acqua, come i rifiuti, non ha colore politico. Per questo rivolgo un appello ai miei colleghi di centro destra perché non siano complici di quanto sta avvenedo”. Innaurato se la prende invece con Filippo Paolini, sindaco del PdL di Lanciano: “Ci mette in imbarazzo. Paolini dice che dovremmo attendere il nuovo piano d’ambito e non assumere alcuna iniziativa. Con la sanità fece lo stesso: gli chiedemmo di prendere una posizione chiara contro la fusione tra la Asl Lanciano-Vasto con quella di Chieti, perché la nostra aveva bilanci lusinghieri, che sono andati a milgiorare quella, deficitaria, del capoluogo teatino. La storia si ripete. Eppure nel 2007, quando a Lanciano si dovette intervenire urgemente sulla rete, dicemmo sì ad un aumento di pochi centesimi della tariffa per raggranalare i 6 milioni di euro necessari ai lavori. Adesso ci troviamo di fronte a una situazione nella quale emerge chiaramente il partito dei privati. E non si tiene per nulla conto di anni di lavoro politico che sono stati portati avanti nei nostri territori a garanzia delle nostre collettività”. Poi un affondo alla Isi, la società del patrimonio, e alla controversia con quella della gestione, la Sasi. “La Isi è illegale – dice Innaurato – e per questo non ci può dire di onorare le sentenze (12, ndr) per mettere nei bilanci gli accantonamenti che giusticano la sua esistenza”. Di scorrettezza di Chiodi e del commissario Caputi, parla anche il primo cittadino di Frisa, Di Battista: “Le motivazioni che hanno portato a non tenere l’assemblea oggi sono davvero incredibilmente sterili. Si manca di rispetto per questa parte dell’Abruzzo”. E sulla Isi manda una frecciata al suo presidente, Patrizio D’Ercole: “Oggi grida ai quattro venti di voler fermare l’ingresso dei privati nella gestione dell’acqua, mentre qualche mese fa ha tenuto un convegno col senatore Fabrizio D’Ercole nel quale si parlava appunto di privati e di acqua”.
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